SONO SALVO (Salvo Vitale)
Marco Travaglio ha scritto su “Il Fatto quotidiano” un suo articolo dal titolo “Siamo Salvi”: non ho potuto fare a meno di pensare che anche io “sono Salvo”, di nome e di fatto.
Con la sua verve critica impagabile Travaglio ridicolizza la trovata della Commissaria europeo per la Parità, preparazione e gestione delle crisi, la belga Hadja Lahbib, di dotarsi di un pacchetto, una borsetta per sopravvivere a una prossima terza guerra mondiale “auspicata e progettata dalla nostra nella Ue”:
Cosa metterebbe nella borsetta la commissaria?
1) “I miei occhiali per vedere cosa sta succedendo” (se sei miope, il fungo atomico mica lo noti).
2) “I miei documenti nella busta salva-acqua” (nel caso in cui, anziché con le atomiche e i missili ipersonici, Putin ci bombardi coi gavettoni).
3) “ la torcia, i fiammiferi e l’accendino” (volete la pace o la luce?).
4) “Una bottiglia d’acqua è vita” (contro le radiazioni, si raccomanda di bere molto, con buona pace di Lollobrigida).
5) “Ed ecco il mio amico speciale: il coltellino svizzero con 18 funzioni, non puoi non averlo” (i russi vanno all’assalto con le dita e le pale del 1869, noi rispondiamo con cavatappi e tagliaunghie).
6) “Ricordati le medicine, non si sa mai” (metti che, mentre le radiazioni ti sciolgono in una poltiglia verdastra, ti venga il raffreddore).
7) “Pòrtati qualcosa da mangiare: potresti avere molta fame” (la tipica sindrome da stomaco bucato, o liquefatto).
8) “Naturalmente un po’ di contanti: nel pieno di una crisi il cash è tutto, la carta di credito potrebbe ridursi a un pezzo di plastica” (a Hiroshima e Nagasaki non ci pensarono e creparono tutti).
9) “Non scordare il caricabatterie: il telefono spento è la fine” (una telefonata allunga la vita, anche se non sai chi chiamare perché sono tutti morti, tranne te che hai la borsa col kit).
10) “E le carte da gioco: un pizzico di distrazione non guasta” (il famoso tressette col morto, anzi coi morti).
11) “Una radio”, possibilmente “piccola” (sennò ti sgamano e te la requisiscono, vedi Fantozzi e la corazzata Potëmkin).
Tutto nella “borsa di resilienza”: “Ecco tutto ciò che serve per sopravvivere nelle prime 72 ore di crisi”. Poi schiatti, però dài, sono soddisfazioni: “ L’Ue ha pronta la strategia per essere certi che ogni cittadino sopravviva. Sii pronto e sarai salvo”……….. Questa sì che è deterrenza: pare che Putin abbia già tentato il suicidio.
Ps. Adriano Sofri, sul Foglio, intima ai “gentili ospiti di Lilli Gruber” di “ribellarsi alle falsità di Travaglio” e isolarmi. Manco fossi un condannato per omicidio.
Indubbiamente preparare questo kit di sopravvivenza lascia spazio alla domanda: ”Ahò, ma questa è scema o ce fa scemi?” E se è scema com’è potuta arrivare a ricoprire la sua carica? E la risposta la troviamo guardando lo squallore dei volti che dovrebbero volere l’Unione Europea militarizzata, dalla Ursula, che i siciliani chiamerebbero “babba priata” (intraducibile, più o meno scemina soddisfatta), ad Orban signornò, alla Le Pen che si prepara ed essere la Meloni francese, alla variegata pattuglia italiana di salviniani, pentastellati e sinistra-verdi, contrari al riarmo (non avrei creduto mai, in un frangente drammatico in cui stiamo vivendo, di pensarla in qualcosa, come Salvini), quella dei tavianiani o orfani berlusconiani, favorevoli su tutta linea, quella di Fratelli, cognati e cugini d’Italia, favorevoli sì, perché le armi le produciamo e le esportiamo anche noi, ma contrari a essere presenti in Ucraina senza l’ombrello dell’ONU., e mi pare giusto. Già si parla di riconversione di fabbriche di auto in fabbriche di carri armati alle quali distribuire buona parte del sostanzioso tesoro che gli stati europei, tutti favorevoli e soddisfatti, tranne Orban, hanno deciso di caricare sui propri bilanci, anche aumentando il deficit economico che hanno già sulle spalle, a partire dall’Italia. C’è qualcosa da far presente ai seguaci del becero motto latino “si vis pacem para bellum”, ovvero che prepararsi alla guerra significa esser pronti a farla. Se è sacrosanto difendersi da uno stato aggressore, che secondo Ursula sarà la Russia di Putin, quali prospettive potrebbero esserci se la guerra viene messa in moto da una delle due, o da tutte e due le più grandi potenze nucleari del mondo? Basteranno gli 800 miliardi di euro a metterci in sicurezza? Non lo credo. Quindi è un riarmo inutile e provocatorio, almeno che non si vada avanti, com’è stato sino ad adesso, con le piccole guerre locali, con i conflitti territoriali. In questo caso sarà necessario mostrare ai tedeschi che la Francia è più forte o ai dalmati che è più forte l’Italia, magari avanzando richieste di riconquista della Corsica o di Malta. Quel che è triste è il silenzio europeo sulla Palestina e sulla ferocia di un boia come Netanyahu al soldo degli americani, deciso ad eliminare una volta per tutte i palestinesi. Non una parola per fermarlo, forse per non indispettire il pagliaccio universale chiamato Trump. Sembra essere tornati alla politica ottocentesca dell’imperialismo con le sue conquiste territoriali per il controllo delle più preziose risorse del pianeta. In questo contesto all’Europa non resta altro spazio se non dimostrare che la ferocia si può fermare con l’uso della ragione, con i tasselli di idee e di progetti che si ripropongono il miglioramento delle condizioni della razza umana, con il suo raggiunto livello di civiltà, e non l‘inasprimento delle divisioni delle classi sociali., l’allargamento della forbice tra ricchezza e povertà.
In questo i secoli di storia e di “creazioni” che ci portiamo alle spalle possono servire a fare entrare in certe teste bacate che i soldi è meglio spenderli per far vivere meglio gli uomini e non per massacrarli. Non è facile. E se sull’istinto di morte (Thanatos) prevale o dovesse prevalere quello di vita (Eros), il kit con cui essere salvi e allegri potrebbe contenere una bottiglia di vino, tutto il necessario per un barbecue (griglia, accendifuoco, la legna è da trovare sul posto) I fiammiferi e le lampade a batteria solare sono l’unica cosa in comune, ma si può optare anche per le candele, un po’ di zucchero per addolcire la vita, un libro di poesie, un’armonica, uno scatolo di aspirina, un coltello, non quello svizzero a 18 usi che non serve a niente, una confezione di pocket coffee, un rosario per i cattolici, un binocolo per guardare le stelle alla ricerca di sogni e non di proiettili, e non oso scrivere il necessario d’erba per qualche spinello, per non essere preso (io che non fumo), per drogato, dai soliti ipocriti che si fanno le canne di nascosto ma non le vogliono legalizzare.
P.S. Non conosco i termini dell’ostracismo che Adriano Sofri vorrebbe si facesse nei confronti di Travaglio, ma la cosa mi sa troppo di censura, cosa che non appartiene alla cultura di Sofri, anche perché se vogliamo parlare di censure nella trasmissione di Gruber, ce ne sarebbero ben altre da fare.